Una web radio per il lavoro

- raccontare, insieme alla Cgil, le mille forme del lavoro nel nuovo secolo, con tutte le sue sofferenze, la precarietà in primo luogo, al pari delle eccellenze e delle conquiste irrinunciabili.

illustrazione di Mario Ritarossi

Mettere insieme, connettere, coniugare il lavoro e l’informazione, i lavoratori e il sindacato, internet e la radio. Il punto d’incontro e d’arrivo di questi presupposti è la web radio che inizierà le sue trasmissioni in concomitanza con la Conferenza d’organizzazione della Cgil. Un meeting point che avrà il suo baricentro nel mondo del lavoro. Dove protagonisti e non comparse saranno lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, giovani in cerca di lavoro, cittadini alle prese con i loro diritti negati o misconosciuti, con i loro vissuti e il bisogno di migliorare le proprie condizioni di vita. Dove il sindacato, la Cgil in primo luogo, saranno chiamati ad ascoltare, a dialogare, a rispondere, a mettersi al servizio delle persone. Lavoratori e Cgil insieme su internet per incontrarsi, raggiungere nuove e più larghe realtà (giovani innanzitutto), sviluppare una più ampia diffusione delle tematiche sindacali.

Oggi cresce la fascia di persone che si informano e maturano le proprie opinioni fuori dei canali tradizionali. Il successo della stampa gratuita e il boom di internet indicano una realtà e delineano lo scenario a breve. Un discorso valido per la musica, sempre meno comprata e sempre più scaricata, così come per le mille esperienze che si vanno diffondendo nel nostro paese. Dai siti degli universitari alle web radio anticamorra, su su fino all’uso di internet in campagna elettorale, aumentano di giorno in giorno non solo i navigatori ma la stessa pervasività della rete nel campo della comunicazione e dell’informazione vera e propria, superando le esperienze dei siti vetrina o di sola documentazione. Comunicare il lavoro, sviluppando una vera interattività, in tempo reale, a portata di mouse, “ma anche” d’ascolto. Non un’emittente riconvertita sul web, bensì un centro di produzione che cura un sito, con notizie e trasmissioni in diretta, e confeziona programmi destinati a emittenti locali in Fm.

Alla base di tutto c’è l’idea che questo scambio, questo incontro tra cittadini e sindacato, debba sfruttare tutti canali, tutte le piattaforme che le nuove tecnologie mettono a disposizione. La web radio è un’occasione per affermarsi come produttori di contenuti, specializzati e riconoscibili per l’identità valoriale (il lavoro, non come merce ma come fattore di emancipazione e di giustizia sociale) e i saperi messi in rete (dei dirigenti sindacali e delle tante competenze disponibili). L’obiettivo è quello di raccontare l’Italia che lavora partendo in questa originale esperienza di informazione civile dalla narrazione della vita delle persone; e, ancora, di approfondire quello che oggi sui giornali o in tv, quando avviene, si ferma ai titoli o ai sommari e non racconta mai né il prima né il dopo. Questo vale per la sicurezza, per i salari, per le pensioni e la precarietà; ma vale pure per le cause di lavoro o le malattie professionali o, ancora, per il carovita, per il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati o la dichiarazione dei redditi. Si parla di lavoro anche quando si affrontano temi quali i trasporti, la scuola, la sanità, nel paese e nelle istituzioni.

E il lavoro lo si ritrova anche sporgendosi sul versante del teatro, del cinema, della fotografia. Certo, questo non basterà a sconfiggere le corazzate “d’opinione” che trattano di lavoro nelle cronache o nei trafiletti delle pagine cosiddette “economico-sindacali”. Un principio però è chiaro: informare sul lavoro, sulla cittadinanza attiva, sulla conoscenza e la solidarietà, vuol dire aprire (o tenere aperto, se si preferisce) uno squarcio positivo su questa realtà. In modi e forme non recriminatorie né strillate. Voce immediata e calda dei fatti in corso, con una copertura “on air-on line” dal lunedì al venerdì di tre ore al mattino e tre pomeridiane, la web radio sarà quanto mai flessibile, mettendo a contatto cittadini, sindacalisti (attraverso interviste e fili diretti) ed esperti (del sistema servizi e del sindacato pensionati innanzitutto), oltre a economisti, intellettuali, ricercatori chiamati a pronunciarsi e a esprimere il proprio pensiero sui fatti che avvengono. Lo scopo è raccontare, insieme alla Cgil, le mille forme del lavoro nel nuovo secolo, con tutte le sue sofferenze, la precarietà in primo luogo, al pari delle eccellenze e delle conquiste irrinunciabili. Sfruttando al massimo le nuove tecnologie: internet, la radio, il telefonino. Strumenti moderni, caldi, leggeri. Che aiutano a ragionare e fare comunità. Strumenti che consentono di fare del lavoro una fonte di energia per il futuro, che utilizzeremo per portare alla ribalta l’Italia che produce, che domanda salari più giusti e maggiore sicurezza, che chiede servizi più efficienti e più efficaci. Importante sarà l’affiancamento del sindacato, con le sue iniziative e i suoi dirigenti, dalle sue strutture categoriali e territoriali, dai suoi uffici stampa, dal patrimonio culturale sedimentato in cento anni di lotte.

 

pubblicato su: www.rassegna.it, Il Mese, aprile 2008

di Altero Frigerio

26/05/2008

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