Niente sconti sulla sicurezza

- Si esce di casa per andare a lavorare e la sera non si abbracciano più i propri cari. L'ennesima tragedia colpisce tutte le coscienze ma Sacconi vuole alleggerire le norme appena approvate. Che parlano di controlli e sanzioni come chiede anche Napolitano.

C'è una singolare contemporaneità tra l'orrendo record di ieri 11 giugno, con undici morti sul lavoro, e l'intenzione manifestata più volte dal ministro Sacconi di rivedere le norme sulla sicurezza stabilite dal precedente governo, alleggerendo le sanzioni in modo da recuperare l'assenso di Confindustria, negato in occasione del varo della normativa. Una coincidenza, certo, che però urla un messaggio chiaro: non abbassare la guardia, non accettare queste stragi come un fatto ineluttabile, non tornare indietro ma anzi andare avanti, applicando il decreto in tutte le sue facce: la formazione, la prevenzione, la deterrenza. Senza lanciare segnali che, magari anche contro la volontà di chi li lancia, assumono un significato chiaro: 'tranquilli, quelli di prima hanno esagerato, adesso sistemiamo noi le cose'.

Il presidente Napolitano l'ha detto bene: c'è l'imperativo assoluto di interventi e controlli stringenti per la sicurezza sul lavoro. Il ministro Sacconi adesso parla di un piano straordinario per arginare il fenomeno delle morti bianche. È un passo avanti importante se alle parole seguiranno i fatti. Anche se ci risulta difficile vedere la congruità, in questo nostro mondo imperfetto, tra un'azione straordinaria per aumentare la sicurezza e un alleggerimento delle sanzioni per chi non rispetta le norme che per quella sicurezza sono state stabilite. 

Nonostante il ministro in queste prime settimane di lavoro abbia già fatto capire chiaramente da quale parte penda la sua simpatia, qui non si tratta di scegliere tra imprese o sindacati. Si tratta semplicemente di lavorare contro la morte, per la sicurezza, per la vita.

di Enrico Galantini

12/06/2008

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