
Sicurezza, una ricetta sbagliata
Gentile signor Presidente, mi rivolgo a Lei nella certezza che la Sua riconosciuta disponibilità possa mettermi nelle condizioni di meglio comprendere alcune importanti decisioni assunte dal Governo da Ella presieduto in tema di sicurezza dei cittadini.
So che Lei è un uomo pratico, abituato come è ad andare al cuore delle questioni senza perdere tempo in oziose ed inutili discussioni che, come si sa, appesantiscono il cammino democratico rendendo difficile ogni scelta. Viceversa un convinto e praticato decisionismo velocizza le decisioni ed evidenzia quanto più utile sia che il Paese sia affidato, come già accaduto nella storia d´Italia, ad un unico manovratore che, con coraggio, si assuma tutte le responsabilità.
Ed allora mi permetto di rivolgerLe alcune domande che, per venire incontro alle Sue esigenze di semplificare le cose, non saranno argomentate:
1) Crede davvero in tutta coscienza che la sicurezza dei cittadini possa essere maggiormente garantita limitando a pochi gravissimi reati l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche?
2) In tutta onestà, è davvero convinto che la stragrande maggioranza dei Magistrati italiani sia afflitta da turbe mentali (forse è per questo che, legittimamente, cerca di non essere giudicato) e che, quindi, sarebbe opportuno che fosse Ella in prima persona a stabilire chi è in grado di svolgere i delicati compiti che il nostro ordinamento demanda all´Ordine Giudiziario?
3) E´ veramente certo che sospendere i processi penali in corso favorisca l´affermazione di quel principio di legalità senza del quale difficile diventa garantire la sicurezza dei cittadini?
4) Come può il Paese essere più sicuro dal momento in cui ha imposto al Ministero dell´Interno una riduzione di risorse pari a circa 40 milioni di euro?
5) Perché se le risorse da destinare alla sicurezza sono poche si elargiscono 500 euro al mese (oltre allo stipendio) per i soldati che svolgeranno funzioni di controllo del territorio atteso il palese fallimento di analoghe precedenti esperienze?
6) Come mettere in relazione la sicurezza dei cittadini con la paventata depenalizzazione dei reati che coinvolgono i medici?
7) Per contribuire a rasserenare gli italiani affermerebbe ancora che il suo ex stalliere, Vittorio Mangano, mafioso riconosciuto tale da una sentenza giudiziaria, era un eroe?
Ecco, Signor Presidente, alcuni dei quesiti che mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione e ai quali, ne sono certo, vorrà cortesemente rispondere soprattutto in considerazione che non sono un giudice ma soltanto un poliziotto.
Segretario Regionale del SILP per la CGIl-Lombardia
01/09/2008
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