
Che salasso i libri nuovi!
Autunno caldo per le famiglie a scuola. Non solo per i tagli annunciati dal ministro Gelmini, che avranno conseguenze sul tempo pieno, ma anche per il costo dei libri.
Le indagini realizzate a cavallo dell’estate dalle associazioni dei consumatori hanno segnalato due criticità: il gran numero di scuole che non rispettano i tetti massimi di spesa stabiliti dal Ministero e il ricambio ingiustificato dei testi scelti.
Una famiglia che ha un ragazzo che frequenta la scuola media e un altro al liceo, si trova a dover spendere a settembre oltre 600 €, che si aggiungono ai rincari della benzina, della bolletta elettrica, dei generi alimentari.
I tetti massimi esistono ormai da diversi anni per la scuola media (524 € per i tre anni) e da quest’anno anche per le scuole superiori (variano da 1200 € per gli istituti tecnici a 1491 € per il liceo classico, da dividere su cinque anni).
C’è almeno il 30% delle scuole che non rispettano questi limiti, con un aggravio ingiustificato che fa spendere alle famiglie centinaia di € in più.
Purtroppo la direttiva del ministero non prevede sanzioni per questi sforamenti, ma solo una “motivazione” scritta che giustifichi le scelte fatte.
E qui scattano i sospetti (fondatissimi… basta parlare con qualche insegnante) di forti sollecitazioni e condizionamenti da parte dei rappresentanti degli editori che battono a tappeto scuola per scuola, insegnante per insegnante, invogliandoli a scegliere questo o quel testo che di nuovo magari ha solo la copertina e qualche illustrazione.
La politica delle “nuove edizioni” è un vizio italiano che torna a vantaggio soltanto degli editori. In Germania, Francia, Spagna i libri di testo vengono mantenuti per almeno 5-6 anni in Italia la media è di 2 anni per edizione. Questo impedisce o limita molto il mercato dell’usato e costringe le famiglie a dover comprare libri nuovi pur avendo i testi dei figli maggiori.
Tra gli ultimi provvedimenti della Gelmini molto discutibili da tanti punti di vista ce n’è uno positivo: la validità di adozione dei testi per almeno 5 anni. Ma devono essere le famiglie a svolgere un ruolo più partecipe, controllando il rispetto dei limiti di spesa e l’effettiva necessità delle nuove adozioni. La difesa del reddito familiare dipende anche da noi.
di Antonio Longo
17/09/2008
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