Autunno in grigio

- Dall'occupazione ai consumi, dalla crisi della finanza internazionale fino ai nostri acquisti quotidiani gli scenari dell'economia non prospettano nulla di buono all'orizzonte. Come difendersi?

Alcuni numeri ci fanno capire meglio di ogni altra considerazione le difficoltà in cui si trovano sempre più famiglie italiane. I mutui per la casa hanno raggiunto il 6% di interesse; l’aumento dei prezzi rispetto al 2007 ha superato nell’agosto scorso il 4,1%. Ma all’interno di questa media, ci sono picchi pesantissimi per il bilancio familiare: pasta +26% pane +12%, gasolio +24%. E di conseguenza si riducono i consumi: -15% gli acquisti di automobili, -2/3% gli acquisti di alimenti, dato allarmante perchè si tratta di consumi essenziali.
Se a queste cifre italiane aggiungiamo quelle che vengono dagli Stati Uniti, dopo le gravi crisi finanziarie che hanno costretto al fallimento o al salvataggio pubblico istituti bancari e assicurativi che erano ai primi posti dell’economia mondiale, abbiamo il quadro fosco di oggi, che rischia di diventare drammatico nei prossimi mesi.
Infine, pesano come macigni le inevitabili ricadute occupazionali del dramma Alitalia, ma anche quelle “concertate” del gruppo Telecom che prevedono quasi 5mila esuberi per non parlare dei tagli nella scuola annunciati dal ministro Gelmini.

Che la situazione sia seria lo dimostra anche il fatto che il ministro Tremonti sembra aver rinunciato alla finanza creativa e comincia a parlare sempre più di frequente di intervento pubblico a sostegno dell’economia. Si sta facendo strada, perfino negli economisti più liberisti, una sorta di nostalgia di Keynes, il famoso economista che è il maggior teorico di massicci sostegni finanziari dello Stato per sostenere e rilanciare lo sviluppo. E le decisioni di Bush e del Tesoro americano, che hanno stanziato la somma ingente di 50 miliardi di dollari per evitare nuovi crolli, fanno parlare di nuovo “piano Marshall”, il grande intervento degli anni Cinquanta per risollevare le economie dei Paesi stremati dalla guerra.
Di fronte a questo scenario inquietante, famiglie e risparmiatori devono innanzitutto conservare il sangue freddo. Orientando certamente meglio i consumi, riducendo gli sprechi e le spese non necessarie, in modo da conservare margini utili di risparmio, sempre che il reddito familiare lo consenta. Ci sono tante voci che possono essere contenute con un po’ di buon senso e maggiore informazione. Le associazioni dei consumatori diffondono sui loro siti vademecum con consigli utili. Facciamone tesoro.

di Antonio Longo

23/09/2008

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