Lo specchio dei numeri

- Come sta l'Italia? Male, grazie. Ogni giorno una conferma: poveri sempre più poveri, ricchi - il 10% del paese - sempre più ricchi. I salari, la casa, la sanità e la scuola in testa alla lista dei desideri.

Un giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Luigi Colombo, si è vestito da barbone e si è messo a chiedere l’elemosina, buttato sui marciapiedi del centro di Salerno. Città dove uno dei tanti sindaci-sceriffo, Vincenzo De Luca (di centrosinistra), ha scritto ordinanze contro chi mina “il decoro urbano e la vivibilità cittadina”. Voleva vedere in quanto tempo l’avrebbero cacciato via, e come: ma le forze dell’ordine si sono dimostrate tolleranti, nonostante i nuovi regolamenti. Voleva capire come reagivano i suoi concittadini davanti alla povertà estrema: i vecchi e i bambini si fermavano, ma qualche centesimo glielo hanno lasciato soprattutto gli extracomunitari, gli “ultimi”. Insomma: sicurezza e povertà, i temi caldi.
Al di là dell’opportunità o meno di fare giornalismo in questo modo (il giornalista non dovrebbe indagare e cercare protagonisti sociali, piuttosto che “impersonare” ora un barbone, ora un’infermiere?), l’esperimento ha toccato un nervo scoperto dell’Italia di fine 2008: la riscoperta della povertà, con il dieci per cento della popolazione che in media guadagna meno di 4mila euro all’anno. E la gerarchia delle povertà: i disperati, i poveri da sempre, i nuovi poveri.
La vera novità è infatti la scomparsa del “ceto medio”, mentre si allarga la fascia di popolazione che ha scoperto il “problema della quarta settimana”, con i soldi che non bastano fino alla fine del mese; e poi quello della “terza settimana”…
L’Ocse ha da poco diffuso gli ultimi dati sulla distribuzione della ricchezza nel mondo: l’Italia quest’anno è salita al sesto posto, amaro primato, visto che significa che i ricchi sono sempre più ricchi (il 10% della popolazione italiana possiede il 42% della ricchezza del Paese) e i poveri più poveri. Una forbice che si è allargata del 33% negli ultimi vent’anni. I dati positivi? Ci sono: viene apprezzato il nostro welfare (sanità, educazione, alloggi). Quello che il Governo sta smantellando.

di Silvia Garambois

25/10/2008

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