Tv, fra pochi mesi schermi muti?

- Nel giro di un paio d’anni scompariranno i canali analogici per lasciare tutto lo spazio a quelli digitali. Migliora la qualità, ma occorrerà mettere mano al portafoglio e ad arricchirsi saranno i soliti noti.

Si avvicina a marce forzate il cosiddetto “switch off”, cioè il passaggio dalla tv analogica, quella che vediamo adesso, alla televisione digitale terrestre. In Sardegna sarà completato entro dicembre; poi nel primo semestre 2009 toccherà alla Val d’Aosta, mentre Lazio, Campania, Piemonte occidentale e Trentino Alto Adige passeranno al digitale nel secondo semestre. Il 2012 sarà la data ultima per il completamento del passaggio in tutto il paese. Dal punto di vista tecnologico è certamente un salto di qualità. Vedremo immagini più definite, non ci saranno le località penalizzate nel ricevere il segnale, si potrà interagire con i programmi, potremo scegliere spettacoli e film a pagamento, decideremo noi il menù della serata.
Tutto bene? No, anzi ci sono molti problemi. Intanto dovremo acquistare il decoder o il nuovo televisore e in molti casi anche adattare l’impianto, con esborsi di 50-100 euro come spesa minima. Per spingere verso il digitale terrestre, negli anni scorsi il precedente governo Berlusconi aveva stanziato centinaia di milioni di euro, con un imbarazzante conflitto di interessi (uno dei tanti!) perché ad avvantaggiarsi della nuova tecnologia era soprattutto Mediaset, che proponeva il calcio a pagamento.
Comunque non si torna indietro, perché è un cambiamento di tutti i paesi europei. Magari si poteva scegliere con più neutralità, favorendo allo stesso modo la tecnologia satellitare, quella terrestre e quella via internet. Ma la presenza ingombrante di Sua Emittenza ha condizionato tutto.
Restano i problemi. Che non sono soltanto quelli economici per le molte famiglie che avranno difficoltà ad acquistare il decoder; e la Finanziaria 2009 non prevede quasi nulla di sussidio, come invece è stato fatto in Sardegna per le fasce di popolazione più disagiate. A parte la spesa, i cittadini delle regioni interessate nel 2009 non sanno nulla, perché nessuno si è ancora preoccupato di dare le informazioni dovute. In Sardegna si è cominciato più di un anno prima con un call center, spot televisivi, inserzioni pubblicitarie e iniziative di prossimità con la partecipazione del mondo associativo. Ad avere i maggiori problemi saranno le persone anziane e quelle meno scolarizzate o con scarsa familiarità con le nuove tecnologie, che avranno notevoli difficoltà nell’uso del decoder. Chi aumenterà gli affari sarà certamente Mediaset. Il governo continua a dire che non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Ci penserà qualcun altro.

di Antonio Longo

12/11/2008

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