Incontri segreti (più o meno)

- Il governo chiama Confindustria e Cisl e Uil a Palazzo Grazioli per discutere della crisi. Epifani: l’incontro apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria.

Se l’Ansa è ancora l’Ansa, l’incontro a palazzo Grazioli c’è stato. Il governo, sia pure nella sede impropria dell’abitazione romana del presidente del Consiglio (certo un posto non molto intelligente per tenerci un incontro che dovrebbe rimanere segreto, se queste erano le intenzioni, visto che l’agenzia numero uno ha sempre qualcuno che gravita da quelle parti…) si è messo intorno a un tavolo con Confindustria, Cisl e Uil per uno scambio di opinioni sulle misure da prendere per rispondere alla crisi economica, escludendo la Cgil (oltre all’Ugl e tutte le altre sigle imprenditoriali).
Un fatto che ciascuno può valutare da sé ma che a noi appare quantomeno grave. Da parte del governo, sul quale peraltro nessuno si faceva molte illusioni, tanto più che ufficialmente l’esecutivo non ha ancora ritenuto opportuno convocare le parti sociali sulle decisioni da adottare per rimediare alla Finanziaria fallimentare varata a luglio. E al quale la Cgil aveva appena inviato le sue proposte sulle ricette da adottare.
Da parte di Confindustria e delle due confederazioni sindacali, la cui presenza a quell’incontro avallerebbe nei fatti l’esclusione del più grande sindacato italiano dai tavoli (seppure informali) di consultazione. Una presenza che, se confermata, come ha detto Epifani in una dichiarazione, “apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria”.
È da qualche tempo che le decisioni prese dai sindacati divergono. Prendere strade diverse rende tutti più deboli, al di là delle illusioni che qualcuno può forse nutrire. Ma finora si è trattato sempre di decisioni prese alla luce del sole. Incontri segreti “ad excludendum” non fanno bene a nessuno. Meno che mai a quei lavoratori nel nome e per conto dei quali tutti i sindacati dicono di agire.

di Enrico Galantini

12/11/2008

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