La Cgil non ci sta

- Dagli incontri privati a palazzo Grazioli non esce nessun provvedimento per affrontare con efficacia la crisi del paese. I lavoratori, i giovani, i pensionati non possono attendere. Il 12 dicembre è sciopero generale.

Guglielmo Epifani, intervenendo al Direttivo della Cgil a metà settimana ha confermato l’indicazione di lotta esprimendo con chiarezza l’irritazione della confederazione per la gravità del comportamento del governo. Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno che martedì sera, mentre era in corso la puntata di Ballarò su Raitre, il conduttore ha letto una notizia Ansa che riferiva di un incontro nell’abitazione privata di Silvio Berlusconi tra lo stesso premier, tre o quattro ministri tra cui sicuramente lo stesso Sacconi, Tremonti, Scajola, la presidente di Confindustria Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil Bonanni e Angeletti. Confermato da quasi tutti i partecipanti, questo incontro semi-clandestino rappresenta una gravissima scorrettezza, innanzitutto del governo nei confronti del maggior sindacato italiano, ma anche della Confindustria e dei segretari di Cisl e Uil.

Nonostante tutto l’unità resta per la Cgil un valore fondativo, irrinunciabile, ma dall’Italia che lavora (spesso nell’incertezza e nel precariato) giunge un messaggio chiaro: il sindacato non può attendere, le proteste vanno sostenute con forza, la mobilitazione deve essere ampia. Per questo motivo il Direttivo della Cgil ha formalizzato la decisione di unificare la mobilitazione e la lotta di tante categorie e realtà regionali convocando uno sciopero generale per il 12 dicembre .
Il governo e il sistema delle imprese, infatti, non si fermano: di fronte ad una crisi i cui effetti si aggravano ogni giorno di più, la risposta è una sola, tagliare costi, posti di lavoro, diritti, libertà sindacali, rinnegando o cancellando accordi e regole contrattuali.

L’elenco dei tentativi di “normalizzare” il paese, il mondo del lavoro, le relazioni sociali, è purtroppo sempre più lungo e la gravità della situazione è dimostrata dalle lotte dei lavoratori del pubblico impiego e dei trasporti, dell’università e della ricerca, della scuola, degli studenti, delle pensionate e dei pensionati, del commercio e del terziario, dei metalmeccanici. Una mobilitazione che sta contagiando l’intera società italiana ed anche una opposizione parlamentare che segna un recupero di consensi anche in conseguenza della fermezza di una parte delle organizzazioni sindacali.

di Paolo Serventi Longhi

14/11/2008

Podcast

Palinsesto