
Burattinai con la fiducia
Siamo il paese più corrotto d’Europa con una classe di governo cinica e arrogante. Questa è la realtà che sta emergendo da una estate calda e deprimente. Verrebbe da dire, parafrasando al contrario il premier: meno male che i magistrati ci sono. Meno male che alcune delle punte dell’iceberg vengono fuori. Ci si può domandare, però, cosa resta sotto le acque poco mosse dello stagno della politica italiana. E’ proprio vero: all’ombra del sistema di potere berlusconiano il malaffare prospera e si diffonde, riannodando molti fili con le mafie e con le logge deviate e imbavagliando l’informazione. Certo, tutte le accuse vanno provate e molte inchieste si devono ancora concludere, ma il clima è da basso impero. Colpisce la recente condanna a 14 anni del comandante del Ros dei Carabinieri e a pene inferiori, ma pesanti, di altri 11 suoi presunti complici in una inchiesta su traffici di droga e di armi. Certo, la condanna è al primo grado di giudizio, ma se fosse confermata sarebbe da chiederci di chi il popolo italiano può realmente fidarsi. Forse di quegli uomini e donne delle forze dell’ordine (a cominciare dal Silp Cgil) che chiedono di poter combattere la malavita senza restrizioni e condizionamenti.
Tutto ciò mentre il governo, nel quale brulicano gli indagati, sta per fare approvare da una maggioranza parlamentare compiacente una manovra economica iniqua e sbagliata, che non prevede nessuna misura anticrisi e taglia servizi e reddito ai cittadini e ai lavoratori e ai pensionati. La Cgil continua a mobilitarsi per rivendicare maggiore giustizia sociale, un fisco più equo, investimenti per la sanità e la conoscenza, per la cultura e i trasporti. Chiede una manovra alla Robin Hood, che tolga ai ricchi per sostenere le classi più deboli. Ma al governo vi sono il principe Giovanni (Berlusconi) e lo sceriffo di Nottingham (Tremonti). E qualcuno vorrebbe che quest’ultimo sostituisse il primo. Bah!
di Paolo Serventi Longhi
15/07/2010
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