
Il rosario della precarietà
Dal primo febbraio sarà di nuovo senza lavoro.
Claudia 31 anni, lavora dal 1999 e già ha cambiato 18 lavori. “Arriverà anche il diciannovesimo” afferma con ottimismo in un post su face book.
Ben venga la sua positività, perché tanti altri al posto suo sarebbero già caduti nella disperazione.
In poco più di 10 anni, ben 18 lavori, di cui cinque in nero, quattro contratti con agenzie interinali, un anno di esperienza a Londra, e tanti altri contratti a tempo determinato. Commessa, gelataia, impiegata amministrativa, receptionist, contabile, cameriera.
Solo un paio di volte le avevano fatto contratti a tempo indeterminato, uno part time, al quale poi ha dovuto rinunciare per un contratto a tempo determinato ma full time, e uno dalla quale è stata licenziata in tronco senza preavviso, a causa della crisi della società.
Claudia è una ragazza come tante altre, forse più di altri ha la voglia di non lasciarsi abbattere. E quindi continua a cercare, fare corsi, migliorarsi, per avere sempre più opportunità.
Ma questa è l’Italia adesso, questo è il mondo del lavoro. Incapace di accogliere giovani donne e uomini volenterosi e preparati, incapace di offrire opportunità. “Un posto nel mondo” scriveva in uno dei suoi romanzi Fabio Volo.
Non parliamo di una storia drammatica, di una famiglia che non può sfamarsi, o che non sa dove passare la notte. E quindi Claudia, ricomincerà. Dal primo febbraio, saluterà tutti i suoi colleghi e amici degli ultimi due anni, farà tesoro di quello che ha imparato, e ricomincerà la trafila per cercare lavoro: disoccupazione, curriculum, agenzie interinali, corsi e lavoretti vari.
Ma chi gliela dà la forza? Come può un giovane aver voglia di studiare, di darsi da fare, come si dice spesso “per costruirsi un futuro” se poi questo futuro non arrivai mai?
Quella di Claudia è una storia come tante, ma specchio della realtà di oggi. Una giovane donna che cerca di trovare il suo posto nel mondo, senza dover chiedere favori a nessuno, ma solo per le sue capacità, la sua voglia di fare e la sua ormai veterana esperienza lavorativa.
di Roberta Manieri
17/01/2012
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